L’
arte di Enrico COLOMBO è eterogenea e multiforme: nasce spesso
dalla necessità di sperimentare, di approfondire partendo dalle
osservazioni sulla natura del colore e sulle proprietà dei
materiali.
Nelle sue opere si colgono i riflessi della società contemporanea:
la manifestazione artistica rappresenta e cattura in sé il
passare del tempo, delle mutate stagioni. Anche i mezzi per far arte
cambiano: Enrico Colombo prova un innato interesse per i nuovi materiali,
dalle tempere più moderne ai collages, dai resti tecnologici
alla luce intesa come medium di percezione e conoscenza. Nel contempo,
però, l’artista non dimentica di guardare al passato
e di ricostruirlo ‘interpretandolo’: le sue mani trasformano
dei cerchioni di bicicletta in una scultura aerea e monumentale, sacchi
di caffè, scarpe da tip tap, gambe di manichini e microchips
obsoleti sono coinvolti nella realizzazione di impensabili opere.
Dalle sue opere traspare un’energia vitale e giocosa: i colori
sono puri e vivaci, il tratto è gioioso.
“L'espressione della vena artistica di Enrico Colombo spazia
dai materiali più diversi - ma semplici e spesso recuperati
alla vita da un ripostiglio, da un deposito di oggetti e materiali
abbandonati, da un angolo di cose buttate là senza apparentemente
più valore - alle tecniche frutto di studio, inventiva e improvvisazione
artistica” *1 . |
| *1
- Cappelletti Remo, presentazione al lavoro scenografico-artistico
realizzato da Enrico Colombo, giugno-settembre 2007. |
| Di
particolare interesse sono anche le ambientazioni, ossia trattazioni
scenografiche dello spazio, in cui opere pittoriche e scultoree si
integrano al contesto artificialmente creato. In questo campo si fa
esplicita la necessità di esprimere a tutto tondo la concezione
artistica dell’artista: si possono cogliere le due direttrici
della sua arte (ossia quella che guarda con curiosità al contemporaneo
e quella che reinterpreta il passato) e altre costanti della sua espressione
artistica, come la particolare attenzione per la componente floreale
e vegetale (svela così la sua formazione di floreal designer),
per le luci artificiali e per l’individuo che entra nell’installazione
con curiosità e partecipazione, diventandone fruitore e parte
integrante. |
| Dot.ssa
Maria ALESSANDRELLO - Critica dell’arte |
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